Laboratori

PAROLE COME SIMBOLI GRAFICI (gennaio 2010)

Non è facile decidere quanta enfasi dare alle singole parole in una nuvoletta. Nei fumetti di supereroi si usa spesso un lettering ingrandito, in grassetto o in corsivo. Alcuni cartoonist utilizzano variazioni di forma e dimensione per ritrarre inflessioni vocali parola per parola. “E naturalmente, niente parla forte quanto un carattere GRANDE”, ci ricorda Scott McCloud. Ricordiamo anche che il modo in cui sentiamo le parole di una nuvoletta è anche influenzato dalle espressioni e dal linguaggio corporeo di chi parla indipendentemente dal lettering.. Insomma, il rapporto tra parole e segno è estremamente delicato!

Ascoltiamo il monologo di un comico, Giuseppe Giacobazzi. Ci sono molte sfumature nella voce, variazioni di tono, parole “rallentate”..

Proviamo a trasporre in lettere il dialogo in modo che il testo rifletta il tono di voce, volume, timbro e durata.

Funziona nel fumetto una espressività così esagerata? C’è bisogno di smorzare i toni?

IL FANTASY: LEZIONE MONOGRAFICA (marzo 2010)

In questa sezione della nostra webzine potrete trovare tutti gli approfondimenti condotti dai ragazzi su generi letterari, fenomeni di massa e di costume. Insomma, ragioniamo su ciò che ci accade intorno…

Fantasy: una lezione monografica

Costanza si esercita con un INCIPIT fantasy… Era ormai ora di tornare, James aveva finito il suo turno di lavoro. La sera aveva preso il sopravvento sul cielo terso di quel pomeriggio.

La notte era senza nubi, limpida e pura trapunta di stelle. Il paesaggio, quello di sempre, forse più bello. La pallida luce della luna illuminava debolmente i profili delle colline, la foresta e la strada. James camminava tranquillamente abituato a tutta la bellezza che lo circondava, aveva trovato un lavoro nella città più vicina. Il suo turno era quello serale ma lui amava rincasare con l’oscurità, non la temeva. Amava il fatto che al chiarore della luna tutto attorno a lui fosse nero a parte il profilo delle piccole collinette vicino l’orizzonte. Su di esse si trovava la sua casa. La sua famiglia era tutto il mondo. In quel periodo la crisi economica del Paese era estesa anche al ceto medio e lui per aiutare il padre malato ed anziano, aveva trovato lavoro. Dopo breve arrivò in un ampio spazio, in mezzo alla foresta, in mezzo al nero, tutto circondato da alberi. James vedeva poco. Aveva percorso tante volte quel tratto di strada ma… nulla sembrava come il solito. Le gambe cominciarono a tremare, aveva paura, così, all’improvviso. Stava per succedere qualcosa, ma cosa? James non poteva sapere, non riusciva nemmeno a muoversi, incapace di pensare mentre veniva colto da un dolce torpore. Il nero, il vuoto, tutto attorno a lui era privo di speranze, privo di felicità, mentre James perdeva lentamente i sensi… Si svegliò poco dopo ad opera di qualcosa o qualcuno. Sentì un grido soffocato, la paura era scomparsa ma la tensione, no. Quella era ancora viva, palpabile. Cosa poteva essere successo? Raggelato, si mise a correre per arrivare alla fine della foresta, ai piedi della collina, dove c’era la sua casa, la sua amata famiglia. Ma quando fu nei pressi del suo mondo una potente aura rossa stava soffocando la sua vita, tutto veniva portato via. James cadde a terra e si lasciò andare alla disperazione.. La guerra era iniziata.

Gaia si esercita con una soggetto fantasy… La guerra dei draghi. Arthur è un ragazzo di 15 anni, la caratteristica che lo distingue dagli altri ragazzi e ragazze è quella di essere biondo, avere occhi rossi e un carattere scontroso ed egoista. Nel Medioevo la gente credeva che tutte le persone con questi segni particolari fossero stregoni o fattucchiere e tentavano di ucciderli tra i 5 e i 10 anni. Si capisce perchè Arthur non fosse esattamente socievole con chi lo circondava. Ma ciò che rendeva Arthur diverso era il fatto che il ragazzo non era nato con le caratteristiche che vi ho raccontato. I suoi occhi e capelli cambiarono colore alla morte dei genitori. Nessuno aveva avuto da allora il coraggio di avvicinarlo. Tuttavia, Arthur aveva destato con la sua stranezza l’attenzione del sovrano delle terre in cui viveva, Azrat, un oscuro re che da tempo cercava di impossessarsi di passato, presente e futuro. Per i suoi esperimenti poteva utilizzare solo uno specchio teletrasportatore che aveva comunicato al re che per funzionare aveva bisgono di Arthur..

Veronica lavora su personaggi e ambientazioni fantasy… Il protagonista. Un uomo alto robusto, indossava una spessa corazza. Fu abbandonato da tutti dopo essere stato considerato troppo buono per essere un cittadino del mondo dei troll. Era un uomo taciturno, aveva un segreto che teneva nascosto a chiunque si proponesse stranamente di aiutarlo a essere finalmente considerato un troll come gli altri. La sua corazza era sacra, indossava scarpe di pelle di drago che aveva confezionato lui stesso. Si faceva crescere i capelli pe ressere chiamato “il troll capilungo”. Era un essere molto particolare! Scoprì solo in seguito di essere più importante di ciò che si considerava. L’ambientazione. Il protagonista abitava in una villa isolata dalla città perchè considerata infestata dai fantasm. La villa era stata ristrutturata parecchie volte. Nessuno ci passava davanti da molto tempo. Ovviamente per il timore di spiriti cattivi. Il nemico. Aval, la malefica vedova di Ade, il Dio mortalizzato per violenza contro Atena, Afrodite e Zeus. Vive al centro della terra, circondata dalla lava e dai rifuiti di ogni singolo uomo. Occhi rosso fuoco, toga rossa/arancione, piedi di avazia, un tipo di lava semiliquida. Odia gli uomini.

Marilù si esercita con una soggetto fantasy… Lo specchio magico. Tristan, cavaliere nato da una famiglia povera, vide uccidere la sua famiglia perchè non era riuscita a pagare le alte tasse del regno. Tristan fu l’unico in grado di salvarsi. Crescendo incontrò il vecchio saggio che gli diede una sfera di cristallo, la chiave per lo specchio magico, porta per il futuro, passatro e presente. In breve tempo Tristan capì che la propria missione era uccidere un grosso drago rosso che voleva conquistare l’umanità controllando il tempo. Tristan, raccolte forze ed energie e cominciato il suo percorso di apprendistato, andò dal drago. A causa di un terribile errore, drago e cavaliere finirono in un limbo spazio tempo in cui ingaggiarono una lotta lunga anni per il dominio degli oggetti più potenti al mondo: la sfera e lo specchio stesso. Alla fine, grazie alla spada ereditata dal padre, Tristan riuscì ad uccidere il drago e a riportare gli oggetti magici allo stato in cui dovevano essere. Polvere.

Matteo lavora su un incipit fantasy… Era una normale mattina di inverno e a Magic City la vita procedeva tranquilla. I contadini lavoravano nei campi, i cittadini erano alle prese con i loro impegni. Quando ad un tratto la terra iniziò a tremare spaventosamente. Le montagne crollarono e dal cielo spuntaronodieci draghi di fuoco. LA gente scappò via urlando di terrore e il panico dilagò rapidamente in città. Solo tre ragazzi coraggiosi, Willy, Jack e Daniel, non lasciarono il paese e si diressero velocemente verso il castello. Qui il re disse loro che era arrivata la famosa e temuta Guerra Infinita.

Silvia si esercita con una soggetto fantasy… Il prezzo dell’immortalità. Robert è un ragazzo di 14 anni che lavora in fattoria e vive in povertà. E’ un ragazzo magro, basso e debole, non adatto al continuo lavoro dei campi. Robert è orfano di madre perchè, Uliram, il cattivo del paese ne aveva decretato la fine. Robert da quel giorno sente la voglia di rivendicare i suoi cari anche se ha una paura terribile della morte.Per questo Robert desidera con tutto il cuore il dono dell’immortalità. Un giorno trova nella stalla una pianta carnivora che parla e che racconta di poter mangiare i sentimenti.. Il giorno stesso arriva alla sua fattoria il drago rosso Uliram, che sostiene, mentendo, di non aver ricevuto le tasse del mese scorso. Robert si ricorda della pianta e corre nella stalla a prenderla. La pianta può mangiare “letteralmente” anche le persone e i draghi. Robert decide di combattere il drago, ma nello scontro muore suo padre. Alla fine il ragazzo con l’aiuto della pianta riesce a sconfiggere anche il drago da cui si alza il suo spirito, l’immortalità del ragazzo finisce su Robert che riesce a vedere uno spiraglio di luce nella sua buia vita.

Caterina lavora su personaggi e ambientazioni fantasy…Il protagonista. Mandy è una trasformista, non lo è dalla nascita, ma è stata obbligata dall’albero dei mostri. Neanche Mandy sa il perchè. I trasformisti sono persone che a seconda del posto in cui si trovano cambiavano forma. A volte questo accadeva non volontariamente. Mandy non era come gli umani. Apparentemente sembrava simile ma la sua era considerata una razza inferiore. Indossava una divisa come i suoi compagni di scuola.. tanto per confondersi con loro. L’ambientazione. La foresta si confondeva con il cielo, i rumori del bosco erano acuti. Sembravano espandersi ogni secondo di più. I passi tarchiati dei troll rimbombavano sul terreno. Tutto era spaventoso. Mai nessuno si era avvicinato. Il luogo era circondato da fitte quercie, i fiori morivano appena germogliavano. Lo sguardo si perdeva nell’aria. Nessuno mai era riuscito a viverci più di due giorni. Gl alberi coprivano il territorio. Il nemico. I nemici variavano da posto a posto, siccome la protagonista deve trovare diversi pezzi per creare lo scettro, Mandy incontrerà tantissimi nemici. I pezzi dello scettro sono rarissimi.

Gaia V. lavora su personaggi e ambientazioni fantasy… Il protagonista. Questo personaggio si chiama Astra. Lei ha tre sorelle e tutta la sua famiglia è dotata di caratteristiche speciali. I genitori e le sorelle sono delle creature fantastiche, o meglio demoniache. Ad esempio, sua madre è la Donan Lupo, come due delle sue sorelle, Alias e Cabiria. Invece suo babbo è un vampiro. Anche la terza sorella, Miky, è un vampiro. Astra, ahimè, non ha nessun potere. I demoni con questo difetto devono cercare lo Scettro di Satana, una boccetta magica che dona i poteri. L’ambientazione. Quel mondo strano, dopo l’esplosione gigantesca avvenuta molti anni prima, era diviso a spicchi come un’arancia. Pezzi divisi. Il nemico. I suoi violenti passi erano inconfondibil, tutti erano impauriti da questo enorme bestione che indossava un enorme cappello a forma rotonda. Le sue vesti erano di spessore gigantesco, colorate di grigio. Abitava nella Foresta Oscura, quella che mai nessuno osava attraversare.

Andrea lavora ad un incipit fantasy… Andril stava aspettando la sua ora in cima al torrione. La battaglia era imminente e il silenzio totale. L’esercito alel sue spalle avrebbe lottato fino alla morte, lo sapeva bene, ma erano troppo pochi per poter sconfiggere l’esercito di Grak. Oltre diecimila grak stavano marciando sul passo di Rottardh, l’ultimo baluardo del bene in difesa delle terre del Omaos. Esso aveva resistito sempre ai numerosi attacchi dei secoli ma questa volta sarebbe caduto. L’esercito reale era piccolo, appena mille uomini, i grak erano troppi e molto ben equipaggiati. Ed ora c’era anche Shannungher, il demone del dolore, evocato sulla Terra. Ma Andril non stava pensando a questo, no, sapeva che anche se il passo sarebbe crollato il Re avrebbe riorganizzato l’esercito e si sarebbe dimesso. Il comandante chiamò Andril, ma egli sapeva anche ciò che voleva dirgli. In quel momento si sentì il chiassoso corno dei Grak. L’orda di mostri era emersa dalle caverne della montagna. I grak avanzarono finchè non arrivarono alle mura. In quel momento apparve… le rosse ali costellate di artigli, gli occhi infuocati, i crini biondi ondeggiavano nel vento della notte e la coda affilata sferzava l’aria. Andril fece per fuggire ma capì che non sarebbe servito a nulla. I poteri soprannaturali del demone lo avrebbero bloccato, per cui si preparò a resistere. Sfoderò la spada d’acciaio temprato forgiata dai mostri nani, regalatagli anni prima da Glorel, il re dei nani. Il demone lanciò un urlo assordante che fece crollare le mura. In quel preciso istante Shannungher evocò due troll che iniziarono a scagliare macigni sugli arcieri mentre i grak entravano dalla breccia. I guerrieri reali formarono l’impenetrabile falange e respinsero il primo assalto. Il demone atterrò sul torrione intenzionato ad uccidere Andril che sfoderò una spada rossa, impregnata di veleno. L’eroe decise di colpire per primo le gambe del mostro, ma egli reagì prontamente parando il colpo e con una incredibile velocità retrasse la spada e colpì Andril sulla schiena. La corazza di mithril si squarciò ma salvò l’eroe dal micidiale colpo. Il demone colpì nuovamente con una innata potenza ma stavolta non sbagliò il bersaglio e incise un profondo taglio sul collo di Andril. Mentre la sua vista si offuscava, Andril percepì il crollo della rocca e l’Armata Oscura che si riversò nel regno..

SCRIVERE: UNA COMBINAZIONE INTERSECANTE (gennaio 2010)

Le combinazioni intersecanti possono essere più difficili da individuare ma sono le più utili ed abbastanza comuni. Parole e immagini portano avanti la storia… entrambe a modo loro, fornendo informazioni utili al lettore!

Oppure, per dirla MEGLIO… in questo caso immagini e parole coprono parte dello stesso terreno ma entrambe aggiungono informazioni e dettagli significativi.

Lasciati al loro istinto molti fumettisti userebbero proprio questa formula creando pagine che i lettori possono interpretare parzialmente senza parole e altrettanto parzialmente senza disegni….

Ne volete sapere di più? Leggete Scott McCloud… vi farà bene!!!!

SCRIVERE: QUANDO L’IMMAGINE PREVALE LE PAROLE (marzo 2010)

A causa della loro natura le vignette senza parole possono anche funzionare a lungo… a differenza delle sequenze in cui prevale la parola… che se continuano per molto diventano prosa!!!!

Le vignette senza parole provocano un senso di esperienza diretta e immediatezza che a volte è preferibile ma ci sono molteplici ragioni convincenti per AGGIUNGERE TESTO!

Come nel caso si voglia aggiungere suoni o rumori di uno sfondo familiare.

Oppure offrire una finestra sulla vita interiore del personaggio e sulle sue sensazioni.

Ecco, allora, altri esercizi sul rapporto tra parole e immagini nelle vignette. Quella qui sopra è l’originale, più sotto, invece, le interpretazioni dei ragazzi. Una scena, grazie alle parole, può diventare molto diversa!!!!!

SCRIVERE: PAROLE E DISEGNI IN COMBINAZIONE EQUIVALENTE (marzo 2010)

Procede il lavoro sul rapporto tra figure e parole.. siamo arrivati ad una categoria particolare, quella EQUIVALENTE!

Quando figure e parole raccontano la stessa storia si genera proprio questo tipo di combinazione. Molto spesso l’equivalenza tra parola e disegno è ridondante e i fumettisti “moderni”, il più delle volte, evitano di utilizzarla.

In alcuni casi, tuttavia, le combinazioni equivalenti hanno usi legittimi: I FUMETTI INFORMATIVI nascono su questo tipo di metodo perché come obiettivo principale hanno quello di essere soprattutto chiari… Avete presente un cartello con su una mano e un uomoa cui è impedito l’accesso ad una particolare zona? Beh, sotto a quel cartello ci sarà scritto anche VIETATO L’ACCESSO AI NON ADDETTI AI LAVORI!

Le combinazioni equivalenti sono usate anche per evocare un tono da LIBRI PER BAMBINI o per conferire una atmosfera di NARRAZIONE ANTICA.

Ok, ok, mi sono dilungata troppo…. proviamo a creare cartelli e fumetti!!!!!

GUERRILLA ARTISTICA a cura di Francesco (dicembre 2009)

La “guerriglia artistica” è un nuovo progetto di Effe che non consiste nel fare graffiti, imbrattare o sporcare muri, ma nel condividere scherzosamente l’arte, i disegni, i libri, le cartoline, e far conoscere alla città un nuovo e divertente modo di esprimersi. Ovviamente in modo del tutto pacifico! Ad inaugurare questa “battaglia” è stata una cartolina con disegnata la Palli, apparentemente innocente, ma nel retro ecco una mini-caccia al tesoro per arrivare all’indirizzo e alla posizione di casa mia. Tutti credevamo che un postino di media intelligenza avrebbe stracciato la lettera e se ne sarebbe sbarazzato, ma a quanto pare è accaduto un miracolo: la cartolina è arrivata! Questo avvenimento ci ha dato fiducia, quindi se abitate a Cesena e un giorno troverete un parcometro con gli occhi o degli strani avvisi, beh, non c’è dubbio… è la mitica Effe!!!

Le idee sono tratte dal libro “The Guerrilla Art Kit – everything you need to put your message out into the world” di Keri Smith

ASCOLTARE UN FUMETTO (dicembre 2009)

Grazie a cinema e tv ci siamo abituati a storie che usano continuamente vista e udito, offrendo esperienze coinvolgenti. Come creatori di fumetti se vogliamo RIPRODURRE questo tipo di esperienza dobbiamo farlo usando un solo senso: LA VISTA!

Le parole giocano un ruolo importante nel fumetto.

Le parole danno voce ai nostri personaggi e ci permettono di creare suoni e rumori.

Nel caso degli effetti sonori le parole “diventano graficamente” ciò che descrivono e offrono al lettore la rara occasione di ASCOLTARE CON GLI OCCHI!

Creare ottimi effetti sonori non richiede la coerenza metodica del lettering dei ballon.. gli effetti sonori son INVENZIONI che si possono improvvisare. Ci sono però alcune variabili.

VOLUME: come indicato da dimensione, spessore, inclinazione e punti esclamativi

TIMBRO: qualità del suono, la sua naturalezza, sinuosità, acutezza, distorsione…

ASSOCIAZIONE: stili e forme di caratteri che si riferiscono o mimano la sorgente del suono

INTEGRAZIONE GRAFICA: considerazioni di design nella forma, linea, colore… E’ il modo in cui l’effetto si mescola con l’immagine

SCRIVERE: IL SOGGETTO (aprile 2009)

Ecco qua un soggetto originale di Alice: Quella mattina Francy si svegliò molto carico per iniziare un nuovo fumetto. Appena alzato pensò di sgranchirsi le braccia ma si accorse che le dita delle sue mani non si staccavano più!

Arrivò frettolosamente de con un grande fiatone da Filippo che si trovava ad EFFE dicendogli che aveva  un problema!!! Filo, non sapendo cosa fare, prese una mostosega gigante e cominciò a rincorrere francy per tutta la stanza per tagliare le dita… così si sarebbero staccate sicuramente!!!

Improvvisamente, Francesco inciampò e cominciò a gridare chiedendo aiuto.. ma non c’era nessuno ad aiutarlo!!! Riuscirà Francy a liberarsi dalle sue dita appiccicate e dall’istinto omicida di Filippo????

LA PAGINA BIANCA (aprile 2009)

Che dire? Ecco cosa succede ai cellulari di ultima generazione… Un esercizio creativo per allenarci a inventare moltissimi personaggi. A volte basta poco, guardarsi attorno, studiare un oggetto di uso quotidiano e.. il gioco è fatto!!! Semplice, una borsa può diventare una rana con un occhio solo, un telefono, un coniglio o magari un prof dai grandi baffi! Insomma, a voi uno stratagemma per vincere la PAURA DEL FOGLIO BAINCO!!!!!