Tower Heist

Degli onesti dipendenti di un ricchissimo uomo d’affari di Wall Street vengono truffati dal quest’ultimo, e decidono di organizzarsi sotto la guida di Josh Kovacs, il manager dell’azienda, e Slide, un criminale appena liberato di prigione, per rapinare il potente truffatore.

Finalmente. Dopo molti mesi e pochi film veramente decenti (l’ultimo è probabilmente Kung Fu Panda 2 – che ho apprezzato moltissimo, perché sì, io vado a vedere anche i cartoni animati), in attesa del film che -speriamo- riscatterà questa stagione poco soddisfacente, parlo ovviamente di Sherlock Holmes – Gioco di Ombre, esce un film che si può definire veramente buono.

I pregi stanno innanzitutto in una trama imprevedibile (solo però in particolari momenti), un sano divertimento politicamente scorrettissimo, il demenziale piano di rapina e gli esilaranti personaggi, ma procediamo con ordine.

Perché la trama è imprevedibile “solo però in particolari momenti”? Ecco, in questo punto sta sia il punto di forza che la debolezza della pellicola. Punto di forza, perché abbiamo finalmente un copione originale, che non si ferma, come detto precedentemante, davanti al progetto del tutto strampalato ed incredibile degli improvvisati rapinatori, ma riesce anzi a trovare ulteriore simpatia nel fatto di non prendersi assolutamente sul serio – cosa che personalmente detesto in un film (ma non fraintendetemi, film come Barman Begins, Se7en, The Prestige e Sin City sono tra le pellicole che preferisco, anche se sono –a detta anche di critici molto più esperti di me- poco autoironici). Punto debole perché essendo un film americano che si rispetti, ha un po’ di morale, e quindi si deve adattare a certi schemi…

Il “sano divertimento politicamente scorretto”, che è alla base di molti altri prodotti recenti, i quali però non sanno ben sfruttare (parlo del caso di Come ammazzare il capo… e vivere felici, o di quel Una Notte Da Leoni 2 che ci calca troppo la mano, sfociando purtroppo in un grottesco per alcuni poco apprezzabile), è portato dal grande Eddie Murphy. In molti si aspettavano che le gag scaturissero da Ben Stiller, ma in questo caso è la figura drammatica del film, e non scherzo. Ma dei personaggi parleremo fra poco.

Il piano di rapina parla da sé: trovare la cassaforte all’ultimo piano di un altissimo edificio sorvegliato da guardie (il truffatore è agli arresti domiciliari) e da una sicurezza quasi infallibile, il tutto in pochissimi minuti.

Sento di affrontare per ultimi, ma non meno importanti, i personaggi: anche qui, un “finalmente!” è d’obbligo: non più macchiette piatte, ma figure esilaranti e ben interpretate. Partendo da Ben Stiller (la parte “drammatica” di prima), passando per Eddie Murphy, in grande forma dopo vari film disastrosi, arrivando a Matthew Broderick. Personalmente, non lo adoro, mi è piaciuto solo in The Producers, ma in questo caso è fenomenale e divertentissimo.

Sbrigatevi a vederlo!

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