The Amazing Spider-Man

I genitori di Peter Parker sono spariti misteriosamente quando lui era ancora un bambino. Ora, a diciassette anni, il ragazzo vive con i suoi zii, e cerca di far luce su questa scomparsa. Durante le ricerche farà la conoscenza del dottor Curtis Connors, vecchio collega di suo padre alla Oscorp, che sta studiando un metodo per rendere l’umanità priva di difetti: il dottore, infatti, è privo di un arto, e desidera aiutare in primo luogo sè stesso, poi tutta l’umanità studiando nuovi sieri, partendo da alcune capacità animali. Infatti, le lucertole, dopo aver perso la coda, hanno la capacità di riformarla. Nel caso di Connors, questo potrebbe significare la ri-acquisizione dell’arto. Ma qualcosa va storto, durante un esperimento su sè stesso… e Peter, dopo esser stato morso da un ragno ed aver acquistato abilità sovrannaturali, si sente in obbligo di fermare il piano malvagio del dottore, perchè…

“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Non cito testualmente le parole di zio Ben da questo film, dove infatti esse vengono parafrasate. In questo caso, la citazione si può applicare perfettamente anche alla produzione ed alla regia di questa pellicola. Riadattando, “da un alto budget derivano grandi responsabilità”, e a mio parere, le responsabilità, qui identificabili come il non deludere i fan nè i neofiti, come il creare una pellicola di alta qualità, le responsabilità, dicevo, sono state adempite in pieno. Il sottoscritto non aveva mai apprezzato particolarmente i precedenti adattamenti dell’Uomo Ragno, ma questo film lo ha fatto ricredere su un supereroe che personalmente non trovava troppo affascinante. Come prima cosa, la riscrittura è azzeccata, originale e ottima. Gli interpreti, calati perfettamente nella parte e molto simili, fisicamente, ai personaggi dei fumetti. Questa trasposizione, inoltre, crea delle figure molto più umane rispetto a quelle della serie di film di Raimi. È visibile, in The Amazing Spider-Man, una più alta affinità con la serie del Cavaliere Oscuro rispetto che con la trilogia precedente sull’Uomo Ragno: meno cartone animato, più oscuro, più complesso, più misterioso. Il mistero che aleggia durante tutta la visione di questo film riguarda soprattutto la figura del padre di Peter, ma state tranquilli, dato che non verrà mai chiarito: infatti è già stato annunciato dai produttori che le spiegazioni a tutte le domande verranno diluite nel corso dei già annunciati sequel. E, nonostante tutto, secondo il mio modestissimo parere, questo non toglie nulla al film. Infatti, in molti avevano lamentato il fatto che questo film sembrava incompleto, quando invece io lo trovo un valore aggiunto: il mistero, e soprattutto la voglia di vederne il seguito.

Ovviamente, il film ha anche i suoi difetti, ma soprattutto nella computer grafica, capirete anche voi una volta che vedrete.

E non azzardatevi ad uscire dalla sala dopo i titoli di coda…

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