The Raven

Un serial killer compie i suoi efferati e macabri delitti ispirandosi alle opere di Edgar Allan Poe: la polizia dovrà unire le forze proprio con il famoso scrittore, per scoprire chi è l’assassino e poterlo fermare.

La pellicola parte dal fatto realmente accaduto che un giorno di ottobre del 1849, Edgar Allan Poe fu trovato seduto su una panchina in gravi condizioni fisiche ed in preda al delirio (come recitano i titoli iniziali), e ci vengono mostrati i suoi ultimi giorni di vita. La prima inquadratura ribaltata, con lo scrittore seduto appunto su una panchina di un parco di Baltimora, ci fa entrare subito nella cupa e tesa atomosfera del film.

Come lettore dei testi di Poe, mi aspettavo qualcosa di più, ma come spettatore del film sono rimasto colpito. Infatti, nonostante il clima della pellicola sia, come già detto, tetro e angosciante, a mio parere non trasmette appieno il mondo dell’autore. L’ottocento qui rappresentato risulta troppo patinato: dalla scena del ballo in maschera alla figura sempre pulita e pettinata di Poe. insomma, ci si aspettava qualcosa di più grezzo, per rappresentare una figura particolare come quella dello scrittore americano forse più famoso di tutti i tempi, che inoltre viene interpretato da John Cusack (che per carità, ci sta simpatico ed è pure bravo) in modo troppo poco sciatto e molto delicato, insomma, un Edgar Allan Poe leggermente anonimo e, soprattutto, diverso da ciò che viene comunemente pensato su di lui. Per il resto, la storia tiene con il fiato sospeso per le quasi due ore di durata, anche se in alcuni momenti, soprattutto nel primo tempo, rallenta sensibilmente di ritmo. La regia è poco significativa, e, cosa che mi ha irritato leggermente, ci sono inquadrature prese pari-pari dal primo “Sherlock Holmes” di Guy Ritchie (l’arrivo delle carrozze della polizia all’inizio del film, per esempio). A parte qualche altro particolare (come fa una persona a sentire se la calce di un muro è fresca mentre indossa dei guanti?) e qualche sequenza non proprio chiara, la pellicola soddisfa in parte. Di certo, partendo da una storia così interessante poteva nascere un film molto superiore.

Un ultimo particolare: il titolo. “The Raven”, in italiano “Il Corvo”, è preso in prestito dalla famosissima poesia di Poe, che viene citata in una sequenza di certo non sinificativa, e poi, va bene, compaiono una miriade di corvi durante il film, ma non ha nulla a che vedere con la trama.

Ad ogni modo, lo consiglio.

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